Bonifico Parlante Per Detrazione Infissi

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Il bonifico parlante è uno strumento di pagamento fondamentale per chiunque intenda usufruire delle detrazioni fiscali previste per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica, come l’installazione di nuovi infissi. Non si tratta di un semplice bonifico bancario, ma di un modello specifico che funge da prova inequivocabile per l’Agenzia delle Entrate, garantendo la tracciabilità della spesa e il diritto all’agevolazione.

1. Cos’è il Bonifico Parlante e Perché è Obbligatorio per Infissi e Serramenti

Il termine “bonifico parlante” deriva dalla sua funzione: deve “parlare” all’amministrazione finanziaria, fornendo tutti i dettagli necessari per collegare il pagamento alla specifica detrazione fiscale.

È un requisito obbligatorio per i pagamenti relativi a:

  • Bonus Ristrutturazioni (art. 16-bis del DPR 917/1986).
  • Ecobonus (riqualificazione energetica, Legge 296/2006).
  • Bonus Mobili ed Elettrodomestici (solo per le spese di trasporto e montaggio, se pagate con bonifico).
  • Sismabonus (interventi antisismici).

L’obbligo è stato introdotto per contrastare l’evasione fiscale e assicurare che solo le spese effettivamente sostenute per lavori agevolabili possano beneficiare della detrazione.

2. Come Compilare Correttamente il Bonifico Parlante per Infissi

infografica bonus parlante per infissiLa compilazione corretta è l’aspetto più delicato. Un errore, anche minimo, può comportare la perdita del diritto alla detrazione. I dati essenziali da inserire sono quattro:

A. Causale del Versamento per la Sostituzione degli Infissi

La causale deve essere precisa e fare riferimento alla normativa specifica e al tipo di intervento. Ecco alcuni esempi di causale corretta:

  • Per la Ristrutturazione Edilizia (Bonus Casa): “Bonifico per lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’art. 16-bis del Dpr 917/1986. Pagamento fattura n. [Numero Fattura] del [Data Fattura].”
  • Per la Sostituzione di Infissi e Serramenti (Ecobonus): “Bonifico relativo a opere di riqualificazione energetica (Ecobonus) ai sensi dell’art. 1, commi 344-347, L. 296/2006. Pagamento fattura n. [Numero Fattura] del [Data Fattura]. Indicare il risparmio energetico ottenuto.”
  • Per il Bonus Mobili: “Bonifico per spese di trasporto e montaggio mobili ed elettrodomestici, art. 16, comma 2, D.L. 63/2013.”

La cosa più importante è indicare prima il numero e la data della fattura a cui si riferisce il pagamento.

B. Dati del Beneficiario della Detrazione (Ordinante)

Deve essere indicato il Codice Fiscale del soggetto che intende usufruire della detrazione. Se l’immobile è in comproprietà o i lavori sono eseguiti da più persone, è necessario indicare il Codice Fiscale di tutti i soggetti che intendono detrarre la spesa.

C. Dati del Beneficiario del Pagamento (Impresa/Fornitore)

Deve essere indicato il Codice Fiscale o la Partita IVA dell’impresa o del professionista a cui è destinato il pagamento.

D. Ritenuta d’Acconto

La banca o Poste Italiane, al momento dell’esecuzione del bonifico parlante, è tenuta ad applicare una ritenuta d’acconto (attualmente pari all’11%) a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dal beneficiario del pagamento (l’impresa). L’importo accreditato all’impresa sarà quindi al netto di tale ritenuta.

3. Bonifico Parlante, Finanziamenti e Acquisto di Infissi

Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate, anche quando la spesa è coperta da un finanziamento (un caso tipico è l’acquisto di nuovi infissi o caldaie), il diritto alla detrazione non viene meno, a patto che il pagamento al fornitore avvenga tramite bonifico parlante.

In questo caso, è la società finanziaria che si occupa di eseguire il bonifico parlante per conto del cliente. È essenziale che il bonifico riporti:

  • Il Codice Fiscale del cliente (beneficiario della detrazione).
  • La causale corretta per la detrazione.
  • La Partita IVA del fornitore.

La detrazione sarà calcolata sull’importo totale del lavoro e non sulle singole rate del finanziamento.

4. Cosa Fare in Caso di Errore nella Compilazione del Bonifico Infissi

Se il bonifico viene eseguito in modo errato (ad esempio, con un bonifico ordinario), il diritto alla detrazione è a rischio.

L’Agenzia delle Entrate ha mostrato una certa flessibilità, ammettendo la possibilità di sanare l’errore solo se:

  • L’impresa o il professionista ricevente non ha ancora incassato la somma (e quindi non è stata applicata la ritenuta d’acconto). In questo caso, si può richiedere l’annullamento e la ripetizione del bonifico.
  • L’impresa o il professionista ricevente rilascia una dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui attesta di aver ricevuto la somma e di averla inclusa nella contabilità, assumendosi l’onere di versare la ritenuta d’acconto non operata dalla banca.

Tuttavia, la soluzione più sicura è sempre quella di eseguire il bonifico correttamente fin dal primo tentativo.

5. Documentazione da Conservare per la Detrazione Infissi

Per poter beneficiare della detrazione, è necessario conservare con cura la seguente documentazione:

  • Ricevuta del bonifico parlante (con l’indicazione della ritenuta d’acconto).
  • Fatture relative alle spese sostenute.
  • Documenti abilitativi (CILA, SCIA, o dichiarazione sostitutiva per lavori in edilizia libera).
  • Per l’Ecobonus, l’asseverazione di un tecnico abilitato e la ricevuta di invio della comunicazione all’ENEA.

Domande Frequenti (FAQ) sul Bonifico Parlante Infissi

1. Qual è la percentuale di detrazione fiscale per gli infissi e in quanti anni viene recuperata?

La detrazione per la sostituzione degli infissi (Ecobonus) è generalmente del 50% (in alcuni casi 36%) e viene recuperata in 10 quote annuali di pari importo, a partire dall’anno in cui è stata sostenuta la spesa.

2. Oltre al bonifico parlante, quali sono gli altri adempimenti obbligatori per gli infissi?

L’adempimento fondamentale è l’invio della comunicazione ENEA (scheda descrittiva dell’intervento) attraverso il portale dedicato. La trasmissione deve avvenire entro 90 giorni dalla data del collaudo (non di fine lavori o dell’ultimo pagamento).

3. Quali spese posso includere nel bonifico parlante per la detrazione degli infissi?

Il bonifico parlante deve coprire tutte le spese relative all’intervento: il costo degli infissi e dei serramenti, la posa in opera, le spese per le prestazioni professionali (geometra, architetto) e l’invio della pratica ENEA. Tutte queste spese concorrono al limite massimo di detrazione.

4. Cosa succede se uso un bonifico ordinario invece del bonifico parlante per pagare gli infissi?

L’utilizzo di un bonifico ordinario comporta la perdita del diritto alla detrazione fiscale. L’unico modo per sanare l’errore è ottenere una dichiarazione sostitutiva di atto notorio dall’impresa che attesti il ricevimento della somma e l’assunzione dell’onere della ritenuta d’acconto non operata dalla banca.

5. Qual è il limite massimo di spesa detraibile per la sostituzione degli infissi con l’Ecobonus?

Il limite massimo di spesa per l’Ecobonus relativo agli infissi è di 120.000 euro per unità immobiliare. La detrazione del 50% (60.000 euro)  si applica su questo importo massimo.

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Riferimenti

[1] Agenzia delle Entrate – Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali. (https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/d/guest/ristrutturazioni_edilizie_le_agevolazioni_fiscali)

[2] Agenzia delle Entrate – Riqualificazione energetica – Che cos’è. (https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/schede/agevolazioni/detrazione-riqualificazione-energetica-55-2016/cosa-riqualificazione-55-2016)

[3] Agenzia delle Entrate – Bonus mobili ed elettrodomestici. (https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/aree-tematiche/casa/agevolazioni/bonus-mobili-ed-elettrodomestici)

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